Una diffida formale scuote il mondo dei social dedicati alla Circumvesuviana. L’iniziativa arriva dall’Eav e riguarda due pagine Facebook molto seguite dai pendolari, alle quali viene contestato, tra le altre cose, l’utilizzo della denominazione “Circumvesuviana” e alcune modalità di comunicazione ritenute non corrette.
La questione nasce da una comunicazione firmata dal manager dell’Eav, che ha interessato le pagine “Circumvesuviana-FAV” e “Circumvesuviana – La voce dei pendolari vesuviani”, quest’ultima con oltre 11mila iscritti. Nel mirino è finita anche una pagina dedicata alle soppressioni e ai disservizi della linea.
Nella diffida vengono richiamati numerosi riferimenti giuridici, fino alla Cassazione e alla Corte di giustizia dell’Unione europea, per sostenere la posizione dell’azienda. Tra le ipotesi prospettate figurano anche eventuali sanzioni, indicate nell’ordine dei 500 euro.
La reazione dei gestori non si è fatta attendere. Le intestazioni delle pagine sono state rapidamente modificate, eliminando i riferimenti contestati. I responsabili spiegano di non aver ritenuto necessario arrivare a un provvedimento giudiziario e sottolineano il carattere informativo e satirico delle loro attività.
Il caso riaccende così il confronto sul rapporto tra azienda e comunità di pendolari che utilizzano i social per raccontare ritardi, soppressioni, condizioni dei convogli e problemi quotidiani del servizio. Proprio la satira è uno degli elementi centrali della vicenda: l’Eav contesta infatti alcuni contenuti, mentre gli amministratori delle pagine rivendicano il diritto di raccontare il trasporto ferroviario anche attraverso l’ironia.
La vicenda resta quindi aperta e potrebbe avere ulteriori sviluppi sul piano legale, mentre le pagine social continuano a rappresentare uno dei principali luoghi virtuali di confronto tra utenti della Circumvesuviana.

