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“Dal riscatto del territorio nasce il riscatto della persona”

“Dal riscatto del territorio nasce il riscatto della persona”


Nella serata di giovedì 29 ottobre, il coordinamento provinciale di Libera contro le Mafie di Benevento ha inaugurato la campagna di tesseramento presso il Funambolo. Ospite della serata è stato Stefano Mancini, presidente della cooperativa “La strada”, nata dalla ristrutturazione dell’immobile presente sul bene confiscato alla camorra di Pugliano di Teano in provincia di Caserta e dedicato alla memoria di Antonio Landieri, vittima innocente della criminalità organizzata.

L’iniziativa ha coinvolto vecchi e nuovi tesserati riuscendo a coinvolgere diverse generazioni che si spendono per migliorare la società in cui vivono, traendo ispirazione e forza dalla memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Cittadini che lavorano insieme per costruire percorsi di giustizia sociale. Il tesseramento è un modo per vedere la bellezza dell’essere uniti e scoprire la forza della squadra che si crea. “Dopo tanti anni posso affermare che per me è diventata una vera famiglia” afferma Simona Marra “​tesserarsi in Libera significa fare una scelta di vita, rimanere coerenti con i propri principi e provare ad applicarli nel quotidiano, giorno dopo giorno. In particolar modo invito i giovani a venire a conoscere la nostra associazione, perché nel periodo storico che stiamo vivendo è importante esserci e schierarsi sui temi che davvero contano e ci riguardano in prima persona”.

Il tesseramento è stata occasione per sostenere la campagna nazionale di Libera “Diamo Linfa Al Bene”, con cui si chiede al Governo di destinare il 2% del Fug (Fondo Unico di Giustizia) alla gestione e riutilizzo sociale dei beni confiscati. E’ un’azione di adesione alle richieste della campagna e di advocacy verso le istituzioni. “Libera cerca di costruire legami, perché una comunità che si tiene insieme è più forte del silenzio, dell’indifferenza e della paura”.

Il valore civico del tesseramento è stato rappresentato dall’ ”aperitivo di comunità” preparato con i prodotti della cooperativa “La Strada” di Pugliano di Teano sorta su un bene confiscato alla camorra, di cui Stefano Mancini è presidente. Durante la serata ha portato il suo attivismo e la sua testimonianza raccontando di quanto sia importante il lavoro che svolge la cooperativa e soprattutto il messaggio che si vuole trasmettere. I prodotti che hanno composto l’aperitivo hanno rappresentato tutte quelle persone che oggi possono dire di non essere la loro malattia ma di aver fatto qualcosa di buono su un terreno confiscato. Una produzione che rispetta il singolo e l’ambiente. “Il male non deve impedire di progettare” afferma il presidente “il male si deve trasformare in bene. Ci sono anime e cuori che hanno capito che potevano avere la loro opportunità nella vita”.

Stefano Mancini viene dall’alto casertano, un territorio che ha sempre pensato di essere immune alle logiche della criminalità organizzata e si sente molto vicino al territorio di Benevento, “perché la camorra c’è ma non è percepita così come in altri territori dove ci sono organizzazioni importanti. Benevento ci insegna che non c’è bisogno che debbano succedere fatti eclatanti affinché la comunità si svegli” dichiara. L’esperienza di un bene confiscato è un’esperienza di economia sociale. La serata ha voluto rappresentare il mondo della cooperazione sociale che opera secondo i principi dell’economia sociale che sinergicamente attenziona la cura del territorio e la cura delle persone: soggetti svantaggiati, con problemi di salute mentale e di dipendenza. Queste dinamiche sono un cancro che si espande sui sogni dei giovani. Soprattutto il gioco d’azzardo, sta diventando il luogo nel quale i giovani ripongono i loro sogni. Un’illusione per arricchirsi.

Sulle coltivazioni dei prodotti della terra di un bene confiscato, Mancini afferma “noi ci occupiamo degli scarti, provando a credere e rendendo reale che dagli scarti può nascere qualcosa. Può nascere l’impegno. Quella che è l’idea di un riscatto del territorio è un riscatto umano”. Le storie che rappresenta sono di donne e uomini che hanno ripreso in mano la propria vita grazie a un bene confiscato, hanno ricominciato a sognare e hanno abbracciato il progetto di vita che la cooperativa gli ha offerto. Ciò ha permesso a queste persone di ritrovarsi in un posto che non ha ridotto loro a una malattia. Parte fondamentale della vita è lì, nei legami e nelle relazioni. “Il nostro compito è quello di creare contesti sani, dove le persone possono affermare sé stessi e possono generare relazioni che fanno star bene” conclude Stefano Mancini.

Attivista di Libera, commenta così l’attività dell’associazione ”il secondo pilastro di Libera, oltre alla memoria, è proprio il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Utilizzare questi prodotti è una prova tangibile di come un bene che prima era in mano alla criminalità possa diventare simbolo di legalità e di lavoro dignitoso. Con il riutilizzo sociale, il bene diviene un punto di riferimento per la collettività.”

Maria Rosaria Ricci, referente provinciale di Libera Benevento conclude la serata “ non possiamo spostare dal basso gli eventi globali ma possiamo, lavorando in rete con la nostra presenza e azione, generare processi di trasformazione nei territori. Abbiamo un esempio stasera attraverso la testimonianza di Stefano Mancin. Abbiamo scelto proprio questo tema per la nostra serata di tesseramento per aprire gli occhi anche sui beni confiscati presenti nella nostra provincia. Perché tesserarsi? Per fare una scelta di campo non solo contro mafie e corruzione ma per la giustizia sociale e ambientale in una associazione che è prima di tutto una comunità di persone in relazione, insieme per costruire un futuro di giustizia e di pace.”



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