Compariranno lunedì dinanzi al Giudice per le indagini preliminari le cinque educatrici – tre suore e due maestre – indagate per maltrattamenti ai danni di bambini di un asilo nido.
L’inchiesta, nata dalla segnalazione di una volontaria del servizio civile, ha profondamente scosso la comunità cittadina e le famiglie coinvolte. Secondo l’accusa, i piccoli, di età compresa tra i dieci mesi e i tre anni, sarebbero stati sottoposti a violenze fisiche e psicologiche: schiaffi, strattonamenti, urla, offese e punizioni mortificanti come l’immobilizzazione su sedie e passeggini o l’obbligo di restare faccia al muro. Le indagini, condotte dai carabinieri attraverso intercettazioni e riprese ambientali, hanno portato all’emissione della misura cautelare del divieto di dimora a Benevento nei confronti delle cinque donne, tutte accusate di concorso in maltrattamenti aggravati.
Ma attorno alla struttura che sorge nel cuore del quartiere Triggio il clima resta teso. Nelle ultime ore uno striscione è comparso davanti a quella che è stata definita “la scuola degli orrori”, con la scritta “I bambini non si toccano” a firma del gruppo ultras ‘A modo nostro’. Nel pomeriggio, inoltre, un capannello di genitori si è nuovamente riunito in piazza Ponzio Telesino, manifestando rabbia e indignazione contro i gestori dell’asilo e sostenendo che le religiose indagate si trovassero ancora all’interno della struttura. L’intervento dei carabinieri ha riportato la calma in attesa di sviluppi nella giornata di lunedì, quando le donne saranno ascoltate dal giudice. Un passaggio chiave per chiarire le responsabilità e fare piena luce su una vicenda che ha fatto scalpore in tutta Italia.




