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attenzione alla videosorveglianza non a norma

attenzione alla videosorveglianza non a norma


Abbiamo chiesto un parere a un esperto di privacy specializzato in conformità per le videosorveglianze per capire un problema che sta colpendo molti titolari di attività commerciali. Pare che i cartelli informativi sulle telecamere in vendita nei negozi specializzati siano spesso obsoleti o addirittura fuorilegge.

Ma perché è così importante questo dettaglio?perché si trovano ancora in commercio cartelli non a norma? E quali sono i rischi per un’attività?

“La situazione è piuttosto confusa per chi non è un addetto ai lavori. Spesso, questi cartelli sono il risultato di una mancata revisione delle scorte. Il problema è che chi li affigge, anche in buona fede, si assoggetta a rischi enormi.  Mostrare un cartello che non rispetta le normative attuali può portare a segnalazioni da parte di clienti o passanti, che ormai sono molto attenti ai propri diritti. Questo può innescare controlli e portare a sanzioni anche molto salate.”

Ci può fare un esempio di questi cartelli NON a norma?

“Certamente. I cartelli che riportano i riferimenti al D.Lgs. 196/2003 o al D.Lgs. 101/2018 non sono più validi. Entrambi i decreti sono stati sostituiti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati, il GDPR. L’uso di questi cartelli non aggiornati e privi delle informazioni richieste dalla normativa attuale costituisce una palese mancanza di conformità, facilmente sanzionabile in caso di ispezione.”

Lei ha menzionato anche un cartello “fuorilegge”. Di cosa si tratta?

“Questo è il caso più grave. Esiste un cartello che circola e riporta la dicitura D.Lgs. 679/2016. Questo è un errore gravissimo. Il Regolamento europeo, noto come GDPR, è il Reg. UE 2016/679, non un decreto legislativo. Un cartello che fa riferimento a una legge che non esiste è ancora più pericoloso e dimostra una superficialità che potrebbe aggravare una non conformità e aumentare la sanzione da pagare”

Quindi, cosa dovrebbe fare un titolare per mettersi in regola e stare tranquillo?

“Il cartello informativo è solo la punta dell’iceberg. Per essere a norma, un’attività deve possedere una documentazione completa, che è un vero e proprio obbligo di legge, da non confondere con l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro per le riprese ai dipendenti. Senza questa documentazione, le telecamere sono considerate illegali e un cliente potrebbe non solo segnalare al Garante Privacy ma anche querelare il titolare dell’attività e richiedere un risarcimento danni per la violazione della privacy. Il mio consiglio è sempre quello di affidarsi a un professionista del settore per un check-up completo e per la stesura di tutta la documentazione necessaria, e avere anche dei cartelli con tutti i dati che servono  per essere conformi alla normativa privacy e non più cartelli abrogati come i sopracitati, evitando così brutte sorprese e sanzioni.”

Ci auguriamo che i consigli del consulente privacy siano un valido supporto per tutti i titolari d’impresa. La conformità alle leggi sulla privacy non è solo una tutela per i clienti, ma un’esigenza fondamentale per salvaguardare la propria attività da sanzioni di migliaia di euro.





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