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Auteri responsabile a Picerno, ma critiche al veleno nuociono l’ambiente

Auteri responsabile a Picerno, ma critiche al veleno nuociono l’ambiente


Che il Benevento abbia buttato al vento due punti preziosi a Picerno è indubbio. Sopra 0-2 e in pieno controllo del gioco, la Strega ha spento l’interruttore intorno all’ora di gioco. Un semplice click: un rumore leggero ma sordo, che ha fatto improvvisamente sprofondare la squadra nella stanchezza e nella paura. L’uno-due brutale di Granata e Energe, con annesso susseguente forcing dei lucani, ne è stata la logica conseguenza.

Il 2-2 finale ha fatto storcere il muso agli oltre 300 tifosi giunti alla volta di Picerno per il turno infrasettimanale. Ma non solo. È stato soprattutto il pubblico ‘social’ a palesarsi irritato data la rimonta subita. Al centro delle critiche, come prevedibile, è finito ancora una volta Gaetano Auteri.

Il tecnico del Benevento, nell’ostica trasferta, non è parso in piena gestione della squadra. Quantomeno non per tutti e 90’. L’assetto tattico iniziale (4-2-3-1), benché sorprendente, sottendeva delle lacune nei meccanismi difensivi che, specialmente sul lato mancino, sono stati incalzati a più riprese da Energe. I semplici ma efficaci triangoli Picerno hanno fatto arrancare Ceresoli, parso tutt’altro che a suo agio, e Borghini.

Intorno al 60’, poi, la scelta di tornare al rodato 3-4-3. I problemi a fondamento della scelta tattica sono molteplici. Il primo: cambiare le marcature difensive in un momento in cui serviva solidità e fisicità, soprattutto sui calci piazzati, resta concettualmente sbagliato. Il neo-entrato (e disastroso) Ricci ne è la dimostrazione: pronti-via e Granata gli stacca davanti, a ridosso dell’area piccola, facendo gol. L’immediato raddoppio di Energe nasce da un triangolo che ha colto nuovamente impreparato Ricci, con Borghini poco reattivo in chiusura.

In secundis, non sono parse brillanti le soluzioni scelte per rinfrescare centrocampo. Tardive le sostituzioni (solo al 76’), con una mediana che aveva smesso di avere ritmo e lucidità già da un po’. Deludente la prima da titolare per Talia: vicino a Maita non ha garantito la stessa qualità di palleggio di Prisco, affidandosi troppo al compagno di reparto e finendo – boccheggiando – per esserne un doppione. Viene naturale chiedersi perché Auteri non abbia scelto di coprirsi prima, rinfoltendo le linee centrali con un 3-5-2 più accorto, inserendo Mehic in aggiunta – e non in sostituzione.

Per ultime, considerazioni troppo “risultatistiche” per essere considerate prioritarie: preventivabile il riposo di Lamesta dopo un’altra ora di gioco, sebbene tra i migliori in campo per distacco, ma senza di lui il Benevento ha perso inventiva e imprevedibilità. Confusionaria la scelta della doppia punta (Tumminello-Salvemini) nel finale: la Strega ha offerto a Granata e Frison troppi punti di riferimento, permettendo agevoli marcature a uomo, non risultando mai pericolosa.

Poco soddisfacenti sono sembrate anche le dichiarazioni post-gara, con le quali il mister ha glissato le domande tattiche, proteggendo il gruppo squadra. In tutta onestà: il pari di ieri non è “situazionale”, come invece dichiarato, bensì frutto di errori di lettura e interpretazione, sommati a orrori tecnici come quelli del subentrante Ricci. E sarebbe anche giusto vagliare attentamente e pubblicamente questa opzione.

Archiviato il capitolo tecnico e messo alle spalle il risultato di Picerno, restano da affrontare le critiche feroci piovute nei confronti del tecnico di Floridia. Piuttosto ingenerose, per giunta. Sbavature nelle letture possono capitare tanto agli interpreti sul rettangolo verde, quanto a chi siede in panchina. E ciò non significa chiudere gli occhi davanti ai problemi, tutt’al più umanizzare gli errori, pensandoli con più lucidità. Il Benevento, in questo avvio di campionato, ha lasciato trasparire sprazzi di grande gioco, prodotto da un gruppo squadra certamente già più unito della scorsa sciagurata stagione. Come ogni anno, però, il perfido girone C di serie C esige sempre di più: è evidente che la Strega dovrà maturare ancora parecchio, imparando a gestire momenti clou e restando sul pezzo per l’intero arco della gara. Il mezzo, però, è solo uno: la fiducia nel lavoro quotidiano e nel gruppo.

Sarebbe impensabile, dopo due anni di assestamento e dagli esiti infausti, credere di aver trovato la soluzione magica per poter “ammazzare” sin da settembre il girone storicamente più complicato della terza serie, vincendo ogni gara. Attribuire ogni responsabilità a mister Auteri con fare disfattista, riesumando i fantasmi del passato e perfino dubbi sulla fresca riconferma, non serve a nulla se non a ricreare il clima ostile della seconda metà della scorsa stagione. Invocarne l’esonero, al contrario, pare fazioso e frettoloso: il Benevento è secondo a -2 dalla vetta con la seconda miglior difesa del campionato. Ma soprattutto sembra avere infiniti margini di miglioramenti, attesa una rosa finalmente attrezzata e competitiva.

L’ultima considerazione attiene proprio all’invocato – per la verità da una ristretta frangia di tifosi-social – avvicendamento in panchina, senza annesso “suggerimento” (a questo punto!) in grado di garantire al Benevento di stravincere ogni avversaria. Forse perché, piuttosto che tra gli allenatori liberi, patron Vigorito dovrebbe estendere le ricerche ad Hogwarts, trovando un mago munito di bacchetta, piuttosto che un tecnico disponibile. D’altronde, lo storico degli esoneri delle passate stagioni sembra essere già caduto nel dimenticatoio. A ritroso: appena sette mesi fa fu Pazienza, ingaggiato al posto di Auteri, a far rimpiangere proprio il siciliano dopo neanche cinque turni, non apportando alcuna miglioria, se non un drastico peggioramento. Prima ancora, in serie B (2022-2023), la Strega avvicendò addirittura quattro tecnici, fino a innestare nel tifo giallorosso la controversa convinzione che, se fosse rimasto Fabio Caserta, forse i sanniti avrebbero avuto qualche possibilità in più di salvarsi. E nel mezzo? L’unico cambio di direzione tecnica che ha sensibilmente giovato: gennaio 2024, esonero di Andreoletti. Al suo posto, guarda caso, Gaetano Auteri. Da lì, la Strega cambiò marcia e puntò quasi alla promozione diretta.

Guardare il passato, rivedere i propri errori, imparare da essi fino a prevenirli. E’ – si spera – la filosofia del nuovo Benevento. E forse dovrebbe diventare anche la filosofia di tanti supporter ancora troppo avvelenati dal passato.



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