Domenica scorsa, nell’elegante cornice di piazza Castello a Benevento, si è tenuta una tappa della manifestazione Campagna Amica, promossa da Coldiretti. Una giornata – nell’ambito del Festival Città Spettacolo – dedicata alla valorizzazione dei prodotti agricoli locali, tra stand, degustazioni e musica di sottofondo. Ma proprio quest’ultima ha trasformato l’evento in un caso nazionale: da uno degli stand, infatti, è partita la diffusione della celebre canzone del repertorio coloniale fascista “Faccetta nera”, scatenando reazioni immediate e durissime.
Un video amatoriale, diffuso da “Radio Città Benevento” e diventato virale nelle ore successive, mostra chiaramente il momento in cui il brano viene trasmesso dagli altoparlanti. La scena, immortalata da uno dei tavoli degli avventori, ha suscitato sgomento e indignazione, soprattutto considerando la collocazione dell’evento: a pochi passi dalla Rocca dei Rettori, sede della Provincia, e dalla Prefettura, istituzioni simbolo della democrazia repubblicana.
Non si è fatta attendere la risposta di Coldiretti Benevento, che ha inviato una nota ufficiale nella quale si dissocia fermamente dal contenuto del video circolato sui social.
“Il presidente di Coldiretti Benevento Gennarino Masiello e tutta Coldiretti Campania si dissociano con fermezza dal grave episodio che ha coinvolto un’azienda che partecipava a un evento in piazza organizzato dal Comune di Benevento. La canzone “Faccetta nera” riprodotta senza nessuna autorizzazione e distante da quelli che sono i principi etici e morali dell’Organizzazione – si legge nella nota dell’associazione – è stata diffusa attraverso una cassa audio di proprietà dell’azienda e interrotta dall’intervento tempestivo del Direttore di Coldiretti Benevento, presente all’evento. Coldiretti tutta, ritenendosi parte lesa, ribadisce la più totale estraneità ai fatti e comunica di aver già intrapreso l’iter di sospensione nei confronti dell’azienda che si è resa protagonista di un fatto deplorevole che rischia di danneggiare l’immagine di una realtà che da sempre ha nel suo Dna i valori dell’antifascismo. Coldiretti ricorda che la matrice valoriale e ideale in cui si colloca è quella di una forza democratica, antifascista che seppe porsi al centro del rinnovamento, della rifondazione del nostro paese e della nazione, ruolo riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica durante la celebrazione degli 80 anni della nostra associazione”.
L’episodio ha però avuto una cassa di risonanza politica ben più ampia. Tra i primi a intervenire, Sinistra Italiana, che ha collegato quanto avvenuto a Benevento ad altri episodi analoghi, come il “caso Biella” dello scorso maggio, quando lo stesso brano venne intonato durante un’adunata degli Alpini.
“Non basta la presa di distanza di Coldiretti – si legge in una nota diffusa dal partito – Ci troviamo davanti a segnali preoccupanti di sdoganamento di una dittatura che aveva trascinato nel baratro il nostro Paese”. Il partito sottolinea come l’accaduto non possa essere archiviato come semplice “goliardata”, ma debba essere invece letto come un segnale d’allarme rispetto alla memoria storica e ai valori fondanti della Repubblica italiana.
Approfittando dell’eco mediatica del caso, Sinistra Italiana ha rilanciato una proposta simbolica: intitolare una via o un luogo della città a Giacomo Matteotti, martire dell’antifascismo, e al contempo rimuovere l’intitolazione a Clino Ricci, figura di spicco del fascismo sannita.
“Anche attraverso la toponomastica si fa lezione di antifascismo”, scrive la segreteria provinciale del partito. “Se la storia non si insegna, rischia di ripetersi. Ogni istituzione ha il dovere di promuovere con forza i valori della nostra Costituzione”.
Se l’imbarazzo e la rapidità della presa di distanza da parte di Coldiretti dimostrano la natura forse casuale e non deliberata dell’episodio, resta il fatto che la trasmissione di un inno della propaganda fascista in un contesto pubblico sia un fatto comunque grave, che solleva interrogativi su vigilanza e responsabilità. La vicenda pone inoltre al centro del dibattito un tema sempre più attuale: quello del rilancio della memoria storica e della cultura antifascista, non solo nelle scuole e nelle istituzioni, ma anche negli spazi pubblici e negli eventi della società civile.
