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Dai no global al sindacato, Francesco Caruso torna in piazza a Benevento. Ma la politica resta lontana – NTR24.TV

Dai no global al sindacato, Francesco Caruso torna in piazza a Benevento. Ma la politica resta lontana – NTR24.TV


Francesco Caruso è tornato. Adesso c’è anche una sorta di ufficialità di stampo cittadino. C’era lui, insieme ad altri, alla testa del corteo organizzato dai sindacati in occasione dello sciopero generale nazionale indetto ieri, che, partito dal piazzale della stazione ferroviaria beneventana, ha attraversato e sfilato lungo tutto il centro cittadino per poi concludersi a piazza Risorgimento.

Per chi, legittimamente, non ricordasse chi sia Francesco Caruso, o per i più giovani che lo hanno visto e ascoltato al microfono per la prima volta, è opportuno richiamarne brevemente alla memoria il suo percorso.

Caruso, all’anagrafe Francesco Saverio, è stato deputato di Rifondazione Comunista, il partito allora guidato da Fausto Bertinotti, tra il 2006 e il 2008, durante il Governo Prodi, caduto anche per l’affaire Mastella. Un approdo parlamentare giunto al culmine di un percorso politico iniziato sin dai tempi del Liceo Classico Giannone e proseguito all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, dove si è laureato in Scienze politiche.

Si parla della metà degli anni Novanta, fino al G8 di Genova dell’estate del 2001, al quale partecipò da portavoce, insieme a Vittorio Agnoletto e Luca Casarini, del movimento ‘No global’ che sfilò per le strade del capoluogo ligure. Proprio quell’impegno e l’esposizione mediatica che ne derivò contribuirono ad aprirgli le porte del Parlamento, grazie alla volontà di una parte degli allora bertinottiani di aprirsi al movimentismo e alle nuove generazioni della sinistra, con le loro istanze e proteste.

Chiusa la fase più prettamente antagonista, movimentista e poi politica, Caruso si è dedicato all’attività sindacale tra le file dell’USB, ma era sostanzialmente sparito dai radar delle manifestazioni di piazza. Nel frattempo, ha messo su famiglia, tornando a vivere stabilmente a Benevento e trovando impiego presso una struttura amministrativa della Regione Campania.

Ma per Caruso il distacco totale dalle ragioni sindacali e dei movimenti non è mai stata un’opzione valutata. E così, infatti, anche dopo anni di assenza dalla piazza, un paio di decenni almeno, stamane per le strade di Benevento è tornato alla testa di un corteo, megafono alla mano, “CiccioCarù”, come lo chiamano gli amici di più datata conoscenza.

In verità, lo si era intravisto di sfuggita anche durante l’ultima campagna elettorale per le regionali, nello specifico agli appuntamenti beneventani del candidato alla presidenza Giuliano Granato, della lista “Potere al Popolo”. Ma anche in quelle occasioni, chiedergli pareri e opinioni su fatti e personaggi della politica locale significava ottenere soltanto un rifiuto, nemmeno tanto garbato.

Perché, al momento, Caruso appare certamente distinto e altrettanto distante dalla politica cittadina e dalle sue dinamiche. E non soltanto da quella cittadina. Resta saldo, invece, il suo impegno sindacale. E rivederlo alla testa di un corteo ha fatto compiere ai commentatori e ai “compagni” di un tempo, casomai con qualche capello bianco in testa, un salto indietro di oltre vent’anni.





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