Il traguardo è fissato, la decisione presa: Guillermo Ochoa chiuderà la sua carriera dopo aver disputato il sesto Mondiale, un’impresa destinata a entrare nella storia del calcio insieme a campioni come Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.
L’estremo difensore messicano, protagonista anche con la Salernitana, ha ripercorso la sua esperienza italiana in un’intervista a TUDN Mexico, sottolineando il forte legame costruito con la città e i tifosi. “A Salerno ho vissuto una delle esperienze migliori della mia vita – ha raccontato –. La passione per il calcio in Italia è qualcosa di unico, quasi una religione”.
Ochoa ha evidenziato anche il fascino della Serie A, cresciuto guardando le grandi sfide degli anni ’90: “Ogni partita è complicata, affronti squadre di altissimo livello come Lazio, Roma, Napoli, Juventus, Inter e Fiorentina. È un calcio che ti riporta indietro nel tempo”.
Non è mancato un passaggio sul suo arrivo in granata, maturato dopo l’esperienza con il Club América e i Mondiali: decisiva la chiamata del direttore sportivo Morgan De Sanctis, che gli propose un contratto iniziale di sei mesi. “Avevo 37 anni, non avrei mai immaginato di giocare un Mondiale e poi arrivare in Serie A”.
Proprio a Salerno è nato il sogno del sesto Mondiale, oggi sempre più concreto: “Mi sentivo bene e mi sono chiesto perché non provarci. Se andrò alla Coppa del Mondo, sarà per competere, non per partecipare”.
Un percorso che unisce ambizione e passione, con un ultimo obiettivo da centrare prima di salutare il calcio giocato.
