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IL RICORDO DI GIOVAN GIACOMO GIORDANO: LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA CIVILTA’ . DALLA LOTTA ALL’AMIANTO ALLA TERRA DEI FUOCHI

IL RICORDO DI GIOVAN GIACOMO GIORDANO: LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA CIVILTA’ . DALLA LOTTA ALL’AMIANTO ALLA TERRA DEI FUOCHI


Nel 1984, durante un’assemblea sindacale che avrebbe segnato una svolta nella lotta per la salute dei lavoratori, venne presentato il professor Giovan Giacomo Giordano. Da quel momento, la sua voce autorevole e la sua instancabile dedizione alla verità scientifica si unirono alla battaglia contro l’amianto, trasformandola in una vera e propria battaglia di civiltà.

Una mente lucida contro il silenzio dell’interesse

In quegli anni, il dibattito sull’amianto era avvelenato da interessi economici e da una parte della comunità medica che, sotto pressioni industriali, sosteneva l’esistenza di limiti di tolleranza per l’esposizione all’asbesto. Il professor Giordano, con rigore scientifico e profonda coscienza etica, confutò queste tesi. In una relazione tecnica che fece epoca, affermò con chiarezza: non esistono limiti di tolleranza all’amianto, e anche una sola fibra può provocare un mesotelioma pleurico.

Questa affermazione, supportata da dati e studi, fu un colpo decisivo contro il negazionismo sanitario. Il suo lavoro contribuì in modo determinante all’approvazione, nel 1992, della legge che vieta l’uso dell’amianto in Italia. Un traguardo storico, reso possibile grazie a medici come lui, che hanno scelto la verità e la tutela della vita umana sopra ogni compromesso.

L’impegno per la verità e le sue conseguenze L’impegno del professor Giordano andò oltre la questione amianto. Egli si schierò apertamente contro la corruzione e la malagestione nel mondo della sanità, un’azione che ebbe pesanti ripercussioni. Nel 1987, anticipando di anni lo scandalo di Tangentopoli, denunciò irregolarità nell’assunzione di personale presso l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori “Fondazione G. Pascale” di Napoli, di cui era direttore scientifico. La sua inchiesta portò all’arresto del vicepresidente e di due membri del consiglio di amministrazione dell’ente.

La sua condotta, improntata a un rigore etico assoluto, gli costò l’incarico, venendo rimosso e restando vittima di una vera e propria “congiura”. Sebbene le fonti non indichino che fu rimosso a divinis, la vicenda dimostra il prezzo che pagò per la sua integrità morale e la sua incessante ricerca della verità. La sua denuncia gettò luce su meccanismi di potere e corruzione che erano radicati nel sistema sanitario, e che in seguito sarebbero emersi con forza durante le indagini di Mani Pulite, coinvolgendo anche figure di spicco della sanità e dell’oncologia di quel periodo.

Dalla lotta all’amianto alla Terra dei Fuochi

Ma l’impegno del professor Giordano non si fermò lì. Con lo stesso coraggio e la stessa lucidità, si immerse nella battaglia contro i disastri ambientali della Terra dei Fuochi, denunciando la malasanità e il negazionismo che per anni hanno avvolto quella terra martoriata. Le sue armi erano sempre le stesse: la ricerca scientifica e la legalità. Giordano non fu solo un medico, ma un uomo di scienza che ha scelto di stare dalla parte dell’umanità. Le sue relazioni, le sue testimonianze, il suo impegno civile hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della medicina ambientale italiana.

L’eredità di un uomo giusto Oggi, ricordare Giovan Giacomo Giordano significa rendere omaggio a una figura che ha saputo coniugare sapere e coscienza, scienza e giustizia. La sua eredità vive in ogni battaglia per la salute pubblica, in ogni legge che protegge i cittadini dai veleni industriali, in ogni medico che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Il professor Giordano è stato, e resta, un uomo di scienza al servizio dell’umanità. E in tempi in cui la verità è spesso scomoda, il suo esempio è più che mai necessario.



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