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LA STORIA DI ROCKY IL CANE CHE CERCAVA SOLO AMORE … E HA TROVATO LA MORTE

LA STORIA DI ROCKY IL CANE CHE CERCAVA SOLO AMORE … E HA TROVATO LA MORTE


 Lorenzo Applauso|CASTEL CAMPAGNANO (CE) – Quella che stiamo per raccontarvi è una storia vera. Una storia di amore profondo, di umanità autentica, ma anche di freddezza istituzionale e di dolore che non trova pace. È la storia di Rocky, un cane trovatello che aveva trovato una famiglia, un angolo di felicità, e che invece ha perso la vita in modo silenzioso, burocratico, senza che nessuno potesse stringergli la zampa un’ultima volta. Rocky era stato abbandonato nel aprile del 2018 nel piccolo Comune di Castel Campagnano. Lo avevano visto vagare, affamato e solo, nei pressi delle abitazioni. Era stato segnalato, recuperato a maggio e sottoposto ai trattamenti di routine: microchip e sterilizzazione, secondo le procedure previste dall’ASL. Poi, però, era stato rimesso sul territorio, come se bastasse un chip per restituire dignità a una vita. Ma qualcuno si era accorto di lui. Una famiglia – nota e stimata nel piccolo centro dell’alto Casertano – lo aveva accolto, senza farne una “adozione ufficiale”, ma amandolo con la naturalezza che si riserva a un vero membro della famiglia.

“Rocky era lì ogni giorno – racconta, con la voce spezzata dal dolore, la donna che lo accudiva – lo nutrivamo, lo curavamo, lo coccolavamo. Era il nostro cane, anche se nessuno ci aveva mai chiesto di firmare un foglio. Lui ci aveva scelti e noi lo abbiamo amato senza condizioni.”Passano gli anni, e Rocky – affettuoso, giocherellone, dolcissimo – diventa parte della vita quotidiana di questa famiglia. Ma nel luglio del 2025 qualcosa cambia. Rocky appare sofferente, ha un problema di salute evidente. Chi lo ama, anziché ignorare la situazione, fa l’unica cosa giusta: chiama il Comune per segnalare il caso e chiedere aiuto.

“Volevamo salvarlo – prosegue la donna – così lo abbiamo fatto entrare in casa per farlo trovare pronto all’intervento dell’accalappiacani. Era il nostro modo per dirgli ‘andrà tutto bene’. Ma da quel momento… è cominciato l’incubo.” Il 16 luglio Rocky viene prelevato. Dopo l’intervento, viene trasferito a Napoli per essere visitato e curato. Poi – il silenzio. Nessuna notizia. Nessuna telefonata. Nessuna comunicazione.La famiglia comincia a preoccuparsi, chiama, scrive, cerca disperatamente qualcuno che sappia dove sia Rocky. Ma da parte di ASL e Comune solo muri di gomma, risposte evasive o – peggio – nessuna risposta.Fino alla amara scoperta, avvenuta il 13 settembre 2025: Rocky è morto. Soppresso il 2 agosto.

“È stato abbattuto – dice la donna – senza che nessuno ci abbia mai avvisati. Senza una chiamata. Senza darci la possibilità di vederlo un’ultima volta. È morto da solo, come se nessuno lo avesse mai amato.” Eppure, Rocky era regolarmente microchippato dal Comune. La legalità, dunque, era stata rispettata. Ma quello che manca – e che nessuna legge potrà mai imporre – è la sensibilità.“Non chiedevamo miracoli. Solo una telefonata. Un gesto. Una parola. Lo curavamo da anni. Bastava poco per evitare questo dolore immenso.” Il gesto più atroce – racconta con le lacrime agli occhi la donna – è quello che non potrà mai dimenticare: “Sono stata io a farlo salire su quel furgone. Lo guardavo negli occhi, gli dicevo che lo avremmo aiutato. Invece l’ho consegnato alla morte. È una cosa che non mi perdonerò mai.” Questa vicenda non è un’accusa diretta, né un invito a trasgredire le regole. Ma è un appello accorato a chi opera nelle istituzioni, affinché metta il cuore, oltre che la firma, nelle decisioni che riguardano esseri viventi capaci di amare e soffrire.Rocky non tornerà più. Ma il suo ricordo vive in chi lo ha amato e accudito ogni giorno, senza chiedere nulla in cambio. La sua storia è una goccia nel mare dell’indifferenza, ma è anche un grido di amore, che invita tutti – cittadini e istituzioni – a guardare gli animali con occhi diversi. “Ora puoi correre nei prati del paradiso – conclude la donna con le lacrime agli occhi – senza più dolore e senza più paura. Resterai per sempre nei nostri cuori, Rocky.”(La foto è di repertorio verosimile ma non è la foto di Rocky).



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