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L’ASL CASERTA ANNUNCIA LA PRIMA PIETRA A SESSA AURUNCA, MA DIMENTICA GLI OSPEDALI CHE CI SONO GIÀ

L’ASL CASERTA ANNUNCIA LA PRIMA PIETRA A SESSA AURUNCA, MA DIMENTICA GLI OSPEDALI CHE CI SONO GIÀ


Lorenzo Applauso|Con toni trionfalistici, l’ASL di Caserta annuncia la posa della prima pietra del nuovo ospedale di Sessa Aurunca. Un’opera che, se mai vedrà la luce, sarà destinata alle future generazioni. Nel frattempo, però, continua a regnare l’incertezza sulla situazione reale della sanità locale, con strutture esistenti abbandonate a se stesse e promesse mai mantenute.Il comunicato ufficiale porta la firma del Direttore Generale dell’ASL Caserta, Antonio Limone, che dichiara:«Con la prima pietra del nuovo presidio costruiamo un futuro di sanità moderna ed efficiente, senza rinunciare al presente. Infatti, tengo a sottolineare, che l’attuale ospedale di Sessa Aurunca continuerà ad operare e, anzi, sarà rafforzato…».Si parla di nuove assunzioni, parto in acqua, partoanalgesia, formazione universitaria. Tutto bellissimo, almeno sulla carta. Ma il comunicato evita accuratamente di affrontare il tema centrale che preoccupa cittadini e operatori: il funzionamento reale degli ospedali già esistenti. Uno su tutti: Piedimonte Matese, a cui è stato sottratto il punto nascita, promesso e mai restituito. Una ferita aperta nella sanità dell’Alto Casertano. Proprio il presidente della Regione Campania aveva assicurato che tutto si sarebbe risolto entro l’inizio di agosto. Ma, evidentemente, non aveva specificato di quale anno si trattasse. L’ASL di Caserta parla di “continuità assistenziale” e “presidi regionali”, ma nella realtà i cittadini si trovano spesso costretti a rivolgersi altrove per ricevere cure adeguate, tra reparti accorpati, personale insufficiente e servizi essenziali chiusi o ridimensionati. E mentre si posa simbolicamente una pietra, si rischia di perdere pezzi fondamentali della sanità locale. Forse prima di guardare troppo lontano, bisognerebbe aprire gli occhi su quello che c’è – o meglio, che non c’è – sotto i nostri occhi.

L’INTERVENTO DI NADIA MARRA RESPONSABILE PER LA CAMPANIA DELLA “RETE PER LA PARITA’”

“I servizi sanitari richiedono urgenza e impeccabilità  Apprendiamo con grande gioia dal comunicato diffuso dall’ASL di Caserta che ” l”attuale ospedale di Sessa Aurunca continuerà ad operare e, anzi-spiega  la responsabile della rete per la parità –  sarà rafforzato grazie a un piano che prevede nuove assunzioni di ginecologi e pediatri, l’attivazione del parto in acqua e della partoanalgesia, oltre alla rete formativa con l’Università”. Inoltre, si dice che si punterà alla riapertura del punto nascita dell’ospedale San Rocco ora esistente a Sessa Aurunca.  Speriamo di rivedere presto in piena attività l’ospedale San Rocco esistente e il punto nascita perché i servizi sanitari richiedono urgenza e impeccabilità a garanzia della piena tutela della salute dei cittadini”.

COME SARA’ IL NUOVO OSPEDALE DI SESSA AURUNCA

Oggi i, alle ore 11, prenderà ufficialmente avvio, con la posa della prima pietra, il cantiere del nuovo ospedale di Sessa Aurunca, una delle opere più attese dalla comunità dell’Alto Casertano.La nuova struttura sorgerà in località Carano, lungo la Strada Statale Appia al km 169, su un’area complessiva di 90 mila metri quadrati, di cui circa 60 mila destinati a verde pubblico e spazi aperti. L’edificio avrà una superficie costruita di 32.500 metri quadrati, articolata su cinque livelli (di cui uno interrato), e potrà contare su 191 posti letto, come previsto dal DCA n. 103/2018 e dalla DGR n. 378/2020. Il nuovo presidio sarà classificato come DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di I livello, con pronto soccorso, diagnostica avanzata e reparti specialistici, rafforzando in modo decisivo la rete dell’emergenza-urgenza a servizio di un territorio che si estende dalla fascia costiera all’Alto Casertano.La gara d’appalto è stata aggiudicata il 28 maggio 2025; l’intervento, finanziato con un investimento complessivo di oltre 110 milioni di euro, rappresenta un concreto impegno per il futuro della sanità pubblica, con un cronoprogramma che prevede prossimamente l’avvio dei lavori, dopo le necessarie attività preliminari di bonifica e saggi archeologici.

 



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