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Nuova giunta regionale, Fico tra pressioni e voglia di autonomia

Nuova giunta regionale, Fico tra pressioni e voglia di autonomia


Roberto Fico, mentre attende la proclamazione della sua elezione (avverrà martedì 9 dicembre), è alle prese con il puzzle della nuova giunta regionale. Il Pd rivendica almeno due caselle: una per il massimo riferimento locale, Mario Casillo, vero dominus delle preferenze del partito, insieme al collega di partito, l’eurodeputato Lello Topo. Casillo in quota Pd sarà il Vicepresidente dell’esecutivo. Fico già su questo non è entusiasta, visto che con Casillo non ha un rapporto personale consolidato. Bisognerà trovare l’amalgama strada facendo. L’altra casella democrat andrà in quota al segretario nazionale, Elly Schlein, e con molta probabilità verrà designato un assessore donna. Su questo non mancano i malumori, visto che all’interno del partito c’è Vincenzo Cuomo, attuale sindaco di Portici, che scalpita per entrare in giunta.

Per le altre componenti della maggioranza sono in corso le trattative. Tra i deluchiani l’ormai ex governatore spinge per il suo fedelissimo Fulvio Bonavitacola (per dieci anni vicegovernatore) e per Lucia Fortini (due mandati da assessore alla scuola). Difficile che la lista “A testa alta” possa ottenere due membri in giunta. L’esecutivo regionale può essere composto al massimo da 10 membri più il Presidente. Dunque, a meno che qualcuna delle otto liste che forma la maggioranza non abbia un riconoscimento in giunta, è quasi impossibile che oltre al PD (primo partito con dieci eletti in aula) ed al M5S (cinque eletti) qualche altra componente del centrosinistra abbia due assessori. Visto il difficile rapporto tra Fico e De Luca, non si può escludere che il nuovo governatore opti per confermare in giunta Ettore Cinque, supertecnico, esperto contabile e da anni assessore al bilancio proprio con De Luca.

Nel “Movimento 5 Stelle”, che è il partito dello stesso Roberto Fico, in molti danno per scontato la nomina in giunta di Ciro Borriello, in passato assessore comunale a Napoli. In corsa c’è anche Gilda Sportiello, parlamentare pentastellata dal 2018 al 2022. Sul tavolo però c’è anche un’altra opzione: Borriello capo di Gabinetto del Presidente e spazio in giunta a nomi come Gerardo Capozza, irpino e in passato consigliere di Conte quando è stato Premier.

Rimangono poi le altre liste: per il “Psi/Avanti Campania” c’è chi scommette sull’ingresso nell’esecutivo di Vincenzo Maraio, consigliere regionale dal 2015 al 2020 e attualmente segretario nazionale dei socialisti; per “Casa Riformista”, lista renziana alla quale ha contribuito anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, gira molto il nome di Caterina Miraglia, già assessore regionale ma con il centrodestra nella giunta Caldoro). Non è da escludere, però, la nomina di Stanislao Lanzotti, figlio proprio della Miraglia, per molti anni consigliere comunale a Napoli con il centrodestra, che vanta una storica amicizia proprio con Fico e che ha coordinato la definizione proprio della lista renziana a queste regionali.

In casa “AVS” ad agitare le trattative interne sono le due anime che compongono il partito: da un lato gli ambientalisti, dall’altro lato la Sinistra. Dovrebbero avere la meglio i Verdi Francesco Emilio Borrelli, che sponsorizzano un nome da scegliere tra Fiorella Zabatta e Vincenzo Peretti. Entrambi sono da sempre militanti ecologisti. Infine c’è da definire il ruolo della lista Roberto Fico Presidente, quella che fa diretto riferimento al governatore ma che fin dal primo momento ha suscitato mugugni nel M5S a livello nazionale. Non è detto che venga riconosciuto un assessore in quota alla civica di Fico, ma magari per uscire dall’impasse potrebbe saltare fuori l’ennesimo componente tecnico di area.

Acque agitate poi nella lista “Noi Sud/Noi di Centro”: qui Clemente Mastella ha aperto una polemica frontale con Fico visto che quest’ultimo non vuole scegliere gli assessori né tra i consiglieri regionali eletti né tra quelli candidati. Mastella, peraltro, deve fare i conti con una polemica interna, visto che gli esponenti Antonio Milo e Ciro Falanga rivendicano il proprio ruolo e peso politico nella conquista dei due seggi regionali ottenuti alle elezioni.



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