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PIEDIMONTE MATESE, LUIGI VIVO PER MIRACOLO, INVALIDO AL 100% MA SENZA PENSIONE

PIEDIMONTE MATESE, LUIGI VIVO PER MIRACOLO, INVALIDO AL 100% MA SENZA PENSIONE


Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. È da poco passata la mezzanotte di una serata estiva di due anni fa. Luigi, allora 55enne chitarrista, aveva appena terminato con il suo gruppo musicale il concerto organizzato in piazza Carmine. Una serata di festa, conclusa dagli applausi dei tanti giovani che avevano ascoltato le loro canzoni. Luigi si mette alla guida della macchina per tornare nella sua casa poco lontana da Piedimonte. Sarà l’ultima volta che ripete un gesto che aveva fatto in tantissime occasioni . Un destino crudele lo attendeva a poche centinaia di metri perché in via Aldo Moro, appena in periferia, per cause che ancora non sono state chiarite del tutto, si andò a schiantare contro un muretto, senza il segno di una frenata. Era trascorso poco più  di un minuto da quando aveva lasciato piazza Carmine e quindi non poteva essere rimasto vittima di un colpo di sonno. Forse l’attraversamento improvviso di un cane, si disse all’epoca, alla base del drammatico incidente stradale. La corsa in ospedale in condizioni disperate, il coma, il trasferimento in una struttura di neurochirurgia dove per mesi si è temuto che potesse perdere la vita. Poi il lento miglioramento che lo ha strappato alla morte ma non gli ha consentito di ritornare ad una vita normale e soprattutto a quella che era la sua passione per la musica. Da persona divorziata che viveva da solo, è stato preso in carico dalla famiglia e dal fratello Lucio in particolare: È proprio lui che ci ha raccontato l’odissea con la quale da allora sta vivendo insieme al fratello, per sopportare soprattutto il peso economico della situazione: “Nel mese di ottobre del 2024 -ci dice-, quando mio fratello fu dimesso dall’ospedale, facemmo la richiesta per fargli ottenere la pensione. Gli fu riconosciuta una invalidità permanente del 100% perché avrebbe dovuto vivere per sempre in sedia a rotelle, con molti problemi di salute, soprattutto neurologici. È veramente vergognoso che non gli diano ancora la pensione di invalidità in queste condizioni. Ha anche il catetere e deve portare i pannoloni. Adesso sta a casa mia però io sono disoccupato e non vivo in una buona situazione economica. Non ce la faccio più con le spese mediche e per continuare a sostenere questa situazione di disagio. Vorrei tanto continuare ad aiutare mio fratello ma se non ci danno qualcosa in più del piccolo aiuto di mantenimento che riceve, non so più cosa fare”. Spesso abbiamo visto in giro per Piedimonte Lucio che porta a passeggio Luigi sulla sua carrozzella. Lo fa con tanto amore fraterno. Che dire, oltre al fatto che gli diano finalmente la pensione?



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