“Acs, Abbiamo salvato 22 posti di lavoro”. Così l’assessore Ettore Iacovacci, che continua: “Sia per coloro che vanno via con il compenso incentivante — per mantenere lo stesso stato economico fino all’età di 67 anni, momento in cui andranno in pensione — sia per quelli che restano, garantendo loro lo stesso trattamento economico, ma con il contratto multiservizi e non con il contratto Confcommercio”.
Dalla minoranza arrivano però le contestazioni da parte dell’ex sindaco Festa che sostiene che si poteva salvare l’ACS mantenendo in organico tutti i lavoratori senza ricorrere agli attuali provvedimenti. Da qui la replica dell’esponente di Giunta: “Voglio ricordare al consigliere di minoranza che il suo piano di rilancio del 2019, contro cui io solo ho votato, ha comportato due ricapitalizzazioni. Se salvare l’ACS significava fare un’ulteriore ricapitalizzazione successiva a queste, con il rischio di configurare un danno erariale per l’ente, lascio questa valutazione a Festa. D’altronde, lui deve ancora rispondere dei bilanci del 2023”.
Ma cosa sarà, dunque, l’ACS del futuro? “Sarà un braccio operativo a cui affideremo altri servizi”, annuncia Iacovacci: “Dai ticket mensa al primo intervento sulle strade, dalla segnaletica alla guardiania. Attraverso tutti questi interventi che realizzeremo successivamente per il rilancio, l’ACS diventerà il nostro braccio operativo”.

