Nonostante i presidi di protesta di agricoltori e autotrasportatori in Irpinia e in diverse regioni del Sud si siano parzialmente allentati a seguito degli incontri con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le ragioni della lotta restano intatte. È questo il messaggio centrale lanciato dal Partito della Rifondazione Comunista, dai Giovani Comunisti della Federazione Irpina, da Tony Della Pia del Dipartimento Nazionale Lavoro Autonomo, dal segretario provinciale Arturo Bonito e dal coordinatore dei Giovani Comunisti Antonio Marzio Liuzzi.
Secondo il partito, la tregua attuale non nasconde il fatto che le risposte fornite dal ministro Matteo Salvini siano “insufficienti e inadeguate”, mirate esclusivamente ad attenuare le tensioni del momento senza affrontare gli atavici problemi strutturali del Paese. Rifondazione Comunista ribadisce la sua piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, difendendo la natura civile e pacifica delle mobilitazioni degli ultimi giorni. “Hanno sempre garantito la circolazione dei mezzi che trasportavano beni di prima necessità e farmaci e consentito il transito ai mezzi di soccorso”, sottolineano i firmatari della nota. Per questo, respingono con forza il documento licenziato dai vertici regionali campani della triplice sindacale, accusato di “misticare la realtà, criminalizzare i lavoratori e legittimare le misure repressive” del governo. Un attacco duro che accusa la CGIL e le altre sigle di aver snaturato il loro ruolo storico, rischiando una “grave mutazione genetica” e la definitiva perdita di credibilità a causa di una concertazione perseguita a tutti i costi.
Il partito allarga poi lo sguardo al quadro macroeconomico, denunciando gli effetti devastanti dei diktat europei e delle politiche degli ultimi decenni. “Mentre ingenti somme di denaro sono sprecate per finanziare guerre, riarmo e morte, diminuisce il potere d’acquisto di salari e stipendi italiani, tra i più bassi d’Europa, e le risorse destinate a scuola, sanità e servizi sociali”, si legge nella nota. In questo contesto, viene plaudito alla presa di coscienza delle studentesse e degli studenti, che in Irpinia e in tutto il Paese stanno scendendo in piazza per chiedere un modello di società alternativo al neoliberismo. Di fronte a questo scenario, Rifondazione Comunista propone un cambio di rotta radicale e misure concrete. “I soldi ci sono, occorre redistribuirli”, affermano, chiedendo una tassazione immediata degli extraprofitti, una patrimoniale sulle grandi ricchezze, la reintroduzione di un’adeguata scala mobile per adeguare i salari al costo della vita e un massiccio piano di investimenti per l’edilizia popolare con fitti calmierati.
“Il Partito della Rifondazione Comunista farà la sua parte e lavorerà affinché cresca la massa critica sociale con consapevolezza e partecipazione”, concludono i rappresentanti irpini, confermando la loro presenza attiva nel nascente movimento di opposizione sociale.

