
Il tema è sicuramente attraente e pone di fronte il quadro completo di una “sfida” essenziale per entrare nel “gioco” della competizione che incrocia i giovani e il sistema-lavoro: basta provare a tenere conto di alcuni fattori principali, di quelle che possono considerarsi le parole chiave per “leggere” i nodi di un percorso che appare, spesso, insormontabile per tanti ragazzi che non attraversano mai la rete che li avvolge, forse li travolge, nel momento in cui cercano un’occupazione sensata, che chiede, ovviamente, curriculum e percorso di studi adeguati.
“Comuni intelligenti: competenze digitali e intelligenza artificiale per la pubblica amministrazione del futuro”. E’ questo il titolo di un convegno – inserito proprio questa mattina all’interno della Borsa mediterranea, “Formazione e lavoro” – che invita alla riflessione, ma che, soprattutto, apre uno scenario, invita a “camminare”, senza mani viene da dire, in un nuovo paradigma che condensa prima di tutto la necessità di offrire ai più giovani un panel aperto di esperienze che non può non tenere conto non solo della necessaria e indispensabile intelaiatura formativa che va acquisita progressivamente e senza alcuna pausa di sorta, ma anche e soprattutto di un’altra caratteristica irrinunciabile: le competenze non sono più, nel nuovo e fondamentalmente aperto mercato del lavoro, oltre che digitali e auto-formanti, ma anche e soprattutto il pilastro centrale per interloquire e acquisire futuro con l’intelligenza artificiale, che non è e non può essere solo un nucleo di nozioni rigeneranti, ma la chiave di lettura che conduce all’acquisizione di notizie, note esplicative e arricchenti, metodologie innovative per padroneggiare il futuro che è già iniziato o deve ancora iniziare.
di Ernesto Pappalardo
