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Utah, ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk. Il cordoglio di Trump

Utah, ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk. Il cordoglio di Trump


Charlie Kirk, amministratore delegato e fondatore della grande organizzazione giovanile della destra americana Turning Point Usa, è stato ucciso, colpito al collo da un proiettile durante un evento pubblico in un college dello Utah. L’attentato, costato la vita ad uno stretto alleato del Presidente Donald Trump, ha rilanciato lo spettro della violenza politica negli Stati Uniti.

Il direttore dell’Fbi Kash Patel in serata ha indicato che le autorità hanno arrestato un sospetto, senza rivelarne l’identità. Il governatore repubblicano dello Utah Spencer Cox ha precisato che “una persona di interesse è stato di detenzione ed è sotto interrogatorio”, promettendo che chiunque sia responsabile dell’assassinio sarà perseguito con la massima forza della legge. In precedenza una persona inizialmente fermata era stata rilasciata. Molteplici agenzie locali e federali sono coinvolte nelle indagini, coordinate dal Dipartimento della Giustizia, per far luce su uno o più autori e moventi.

Dalle prime ricostruzioni e da una serie di video, lo sparatore avrebbe aperto il fuoco dal tetto di un edificio del campus universitario distante quasi 140 metri dalla tenda all’aperto dove era cominciato, verso mezzogiorno ora locale e davanti a una audience di un migliaio di studenti, un dibattito con Kirk protagonista. L’appuntamento rappresentava il debutto di un suo tour nazionale. Subito apparse gravi, le condizioni di Kirk, 31, anni, sposato e con due figli piccoli, sono rapidamente peggiorate, fino al decesso avvenuto dopo il ricovero d’urgenza in ospedale.

«Confermiamo che è stato colpito da un proiettile e preghiamo per Charlie», aveva affermato fin da subito Aubrey Laitsch, responsabile delle pubbliche relazioni di Turning Point Usa, l’organizzazione dei giovani conservatori fondata e guidata da Kirk da quando aveva soltanto 18 anni, rivelatasi molto influente a sostegno dell’ultima campagna elettorale di Trump. Oggi Turning Point Usa ha una presenza consolidata in oltre 3.500 università e il Presidente stesso ha ripetutamente reso omaggio al ruolo di Kirk e alla sua presa sull’elettorato sotto i trentanni.

L’influenza di Kirk nel movimento di destra americano e quale sostenitore di Trump lo ha visto ricevuto alla Casa Bianca, con poltrona di riguardo all’inaugurazione, e svolgere un ruolo anche di consigliere informale dell’amministrazione. Durante la transizione verso il secondo governo Trump è stato un ospite costante presso la residenza di Mar-a-Lago in Florida.

I video pubblicati sui social media dalla Utah Valley University mostrano Kirk che parla al microfono mentre è seduto sotto un tendone bianco con gli slogan «The American Comeback» e «Prove Me Wrong». Si sente un singolo sparo e si vede Kirk alzare la mano destra mentre il sangue fiocca copioso dal lato sinistro del collo. Si vedono gli spettatori sbalorditi urlare e gettarsi a terra prima di iniziare a fuggire. I video sono stati girati nel cortile del Sorensen Center nel campus della Utah Valley University, tra le più grandi università dello stato.

Kirk stava parlando proprio di sparatorie di massa durante il dibattito organizzato dalla sua organizzazione politica senza scopo di lucro. E’ noto per i suoi podcast e per un seguito di milioni di ascoltatori e utenti sui social media, oltre che per aver lanciato il format di accesi dibattiti pubblici intitolato Prove me wrong, dimostrate che mi sbaglio, dove, come nel caso dello Utah, interloquisce con studenti e giovani in disaccordo con lui.

L’evento aveva suscitato polemiche nel campus. Una petizione online che chiedeva all’amministrazione dell’università di impedire a Kirk di partecipare aveva raccolto quasi mille firme. La settimana scorsa l’università ha rilasciato una dichiarazione in cui citava i diritti del Primo Emendamento e affermava «l’impegno a favore della libertà di parola, della ricerca intellettuale e del dialogo costruttivo».

Davanti all’assassinio, condanne secche e cordoglio sono stati espressi da ogni parte politica americana. Trump e molti leader sia repubblicani sia democratici hanno immediatamente denunciato la sparatoria.





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