Cinquina. Sempre di corto muso. E di nuovo in rimonta. La capolista Salernitana non sbaglia un colpo. Poco appariscente, molto sofferente, ma assai concreta – come nella migliore tradizione delle squadre di Serie C da promozione – nel portare a casa altri tre punti. Che non scavano già un solco in classifica solo perché il Benevento si tiene a distanza di tre lunghezze, ma le altre (Catania compreso) sono abbastanza indietro dopo appena cinque giornate.
Gli attaccanti granata si confermano con l’istinto del killer: dopo Inglese e Ferraris, a Giugliano il derby lo decide il subentrato Ferrari. A conferma di una panchina che Raffaele sta gestendo con grande acume. E magari anche con un pizzico di fortuna, perchè nel derby sul sintetico del De Cristofaro la Salernitana rischia di lasciarci le penne. Ma Donnarumma fa il fenomeno anche stavolta ed evita la seconda capitolazione quando, nell’ultima mezz’ora, il Giugliano sembra avere più energie.
Certo, anche nella seconda trasferta stagionale, i granata vanno sotto nei minuti iniziali, soprattutto per una prodezza individuale di Nepi, ma rimettono le cose a posto già nel primo tempo e sembrano padroni del campo.
Nella ripresa, però, il predominio degli ospiti non si concretizza, anzi si patiscono le pene dell’inferno, fino a quando Donnarumma fa gli straordinari e Ferrari il cecchino. Finisce come sempre in quest’avvio di stagione: c’è gloria solo per la Salernitana. Che fa percorso netto.
E che regala a tutti i salernitani, tifosi e fedeli, un’altra vittoria da portare in processione con San Matteo, da mettere a tavola insieme alla “meveza” e da rendere ancora più speciale lo spettacolo dei fuochi d’artificio sul mare a mezzanotte, per un’esaltante domenica tra sacro e profano.
di Enrico Scapaticci
