Piedimonte Matese. Ieri, 2 Dicembre, si è svolta presso il Liceo Galileo Galilei di Piedimonte Matese una manifestazione intensa e sentita, all’insegna della riflessione e dell’impegno per una nuova cultura del rispetto. L’evento, intitolato “Volersi Bene per Prevenire: sensibilizzare ai corretti stili di vita”, ha visto la comunità scolastica unirsi per affrontare con coraggio e consapevolezza i temi cruciali della violenza di genere e della necessità di decostruire la cultura patriarcale.
La Dirigente Scolastica, prof.ssa Rita Carmela Vessella, ha aperto la manifestazione con un discorso che ne ha subito messo a fuoco il significato più profondo. “Nel titolo dell’evento abbiamo voluto mettere in evidenza una parola chiave che non deve essere la violenza, ma l’amore,” ha dichiarato la Dirigente, richiamando l’esempio di Gino Cecchettin, che ha saputo trasformare un dolore immenso in un gesto di speranza e concretezza con la nascita della Fondazione intitolata alla figlia. “Questo ci dimostra che il dolore può e deve trasformarsi in bellezza, in qualcosa di positivo e costruttivo per la società. È questo il modello di impegno che vogliamo trasmettere ai nostri alunni.”
L’incontro è stato moderato dalle professoresse Maria Concetta D’Ambrosa e Lucia Nacca, che hanno guidato con cura il lavoro preparatorio degli alunni delle classi seconde, protagonisti assoluti della manifestazione, animata dalle loro letture e interventi. L’evento ha avuto come ospiti d’eccezione la professoressa e poetessa Anna Mottola e due rappresentanti delle forze dell’ordine, in particolare il comandante della compagnia tenente Alfonso De Pascale, a testimonianza della sinergia tra scuola e istituzioni nella prevenzione di questi fenomeni.
Il momento più toccante ha visto protagoniste le classi seconde, che hanno partecipato attivamente al confronto e al dialogo con la poetessa; in particolare le studentesse e gli studenti dell’indirizzo classico hanno letto e interpretato con grande sensibilità e partecipazione due poesie scelte dalla scrittrice stessa, incentrate sui temi della violenza e delle forme di discriminazione di genere e hanno recitato una scena tratta dal film della Cortellesi “C’è ancora domani”. La scrittrice ha offerto un’analisi accurata delle cause strutturali della violenza, evidenziando come essa sia manifestazione estrema di un sistema culturale che perpetua la disuguaglianza. Ha sottolineato che il cambiamento culturale non può coinvolgere solo gli uomini, ma richiede l’azione corale di tutte le agenzie educative: famiglia, scuola e società. Tra i momenti più significativi, la visione del monologo di Paola Cortellesi, che ha offerto un’ulteriore riflessione sugli stereotipi linguistici e culturali che sono il primo seme della discriminazione.
I rappresentanti delle Forze dell’Ordine hanno ribadito con forza la loro grande disponibilità a collaborare strettamente con l’istituzione scolastica. Hanno sottolineato che la scuola, insieme alla famiglia, rappresenta un’agenzia educativa fondamentale per contrastare i fenomeni di violenza e discriminazione fin dalle radici. Nel corso del loro intervento, hanno evidenziato l’importanza vitale dell’educazione familiare nel veicolare i corretti stili di vita e nel formare cittadini consapevoli e rispettosi. Ribadendo il loro ruolo non solo di contrasto, ma anche di sensibilizzazione, hanno confermato il loro costante impegno a operare all’interno delle scuole, ritenendole il luogo privilegiato per piantare i semi di una cultura di parità e non-violenza, educando le nuove generazioni al rispetto reciproco.
A concludere l’evento, in un potente messaggio di speranza affidato all’arte, è stata una band musicale tutta al femminile composta dalle alunne delle classi seconda e terza del Liceo Musicale. Le studentesse hanno eseguito il brano “Nobody”, il cui testo ha toccato un aspetto cruciale e spesso sottovalutato della violenza, che non è solo fisica, ma si manifesta anche nelle parole non dette, negli sguardi che evitano e in ciò che fa sentire l’altro invisibile.
L’iniziativa ha lasciato un segno profondo, confermando che il cambiamento parte dalla conoscenza, dalla riflessione critica e dall’impegno quotidiano di una comunità scolastica decisa a costruire un futuro basato sull’educazione al rispetto reciproco e all’amore.
