“Napoli Basketball è una realtà sta maschile che femminile e sono contento dal lavoro svolto. Sara ha svolto un lavoro all’altezza. Per quanto riguarda la squadra maschile siamo in buone mani. James ha sposato il progetto e ha avuto un anno di ambientamento di cui stiamo vedendo i frutti. Repesa è una garanzia. Altre persone lavorano duramente, tutto lo staff. Mercato? È diverso dal calcio, penso che abbiamo una buona base che valuteremo in corso. Io sono arrivato umilmente senza fare promesse per fare cose storiche. Se dovessi arrivare al punto da renderci conto di poter fare cose storiche, non avremo paura di fare un passo in più”
“Title sponsor? Abbiamo 2-3 marchi. Il discorso è di trovare un brand capace di sposare il nostro progetto e condividere i nostri valori e di Napoli come piazza internazionale. Penso che nei prossimi giorni avremo una bella notizia. Tornaconto economico? L’investimento sportivo è sempre una cosa che deve portare qualcosa. I dati economici parlano da sé, 2-3 anni fa potevi prendere una società di basket europeo per una cifra inferiore. Oggi si è saliti di 3-4 volte, poi c’è un bilancio da gestire ma è un altro discorso. Le valutazioni societarie sono ad un buon punto, abbiamo un gioiellino. Ci sono due gruppi con squadre NBA che stavano valutando altre piazze europee e pian piano mi hanno chiamato per capire se saremo aperti ad accogliere altri soci”
“Eurolega? La cosa più bella è che quando abbiamo iniziato questo percorso ho scelto Napoli invece di altre realtà più storiche perché ho sempre creduto nelle potenzialità. Nella nostra volontà di entrare al livello più alto europeo esistente. A quell’epoca in NBA e Eurolega nemmeno ci calcolavano. Anche loro vedevano fin dall’inizio quello che ho visto io in questa piazza. Poi ho incontrato Bueno, abbiamo fatto passi in avanti e siamo arrivati ad un certo punto che eravamo “voluti” e per me era la cosa più bella. Ancora non si capisce quali sarebbero i prossimi passi a livello burocratico ma sono fiducioso che quando avranno deciso di far entrare altre franchigie ci saremo anche noi. Sarei sorpreso dal contrario visto i rapporti che abbiamo col board di Eurolega. Anche con NBA Europe siamo in ottimi rapporti ma la priorità rimane l’Eurolega. La volontà è di tenere buoni rapporti con entrambi per decidere quando avremo una situazione più chiara. Per ora c’è ancora qualcosa da chiarire. Sto cercando di migliorare l’aspetto comunicativo. L’anno scorso avevo sbagliato accennando ad una figura del basket americano. Josh Hart è un amico, non vado oltre”
“La cosa più importante è la programmazione. Se un giorno dovessi avere l’onore di prendere una società calcistica legata alla polisportiva che stiamo costruendo, per me programmare è la cosa più importante. Bisogna riflettere sul patrimonio calcistico e sociale che portiamo avanti. Qui a Napoli abbiamo bisogno di investire nelle strutture, nel settore giovanile e nelle comunità. Se dovessi andare avanti su questa strada questi sono i passi fondamentali del progetto. De Laurentiis ha fatto un grandissimo lavoro costruendo un modello sostenibile e vincente. Bisogna vedere tra 10 anni cosa potrebbe essere questa realtà. Bisogna costruire gli impianti, investire nella comunità e nel settore giovanile. È la stessa strategia che portiamo avanti nel basket”
“NBA in Europa? Quando abbiamo individuato il trend qualche anno fa c’erano l’NBA in crescita e l’ncaa che per la prima volta reclutava i ragazzi pagandoli. Gli ultimi mvp NBA non sono americani, ed è un trend. La scorciatoia non fa parte del mio essere, non voglio andare a Roma togliendo realtà della comunità per ambire ad un obiettivo commerciale. Ho cercato Napoli perché volevo migliorare una comunità e dare un valore aggiunto ad una piazza già importante e conosciuta che non aveva avuto la crescita che meritava nel basket. Sono fiero di questo, penso che i fatti dimostrano che anche gli altri stanno cercando di inserirsi, io ho voluto farlo senza scorciatoie. Devi rispettare la cultura locale. In questi 15 mesi ho sempre rispettato la cultura napoletana, aggiungendo magari una mentalità americana commerciale ed imprenditoriale che poteva aggiungere valore ad una cultura già bella. Io spero che in futuro, quando aggiungeremo altri gruppi stranieri porteranno avanti la stessa mentalità. Abbracciamo una mentalità già esistente cercando di aggiungere valore senza togliere la bellezza e il valore già presenti”
“Ho visto ieri De Laurentiis, sono stato suo ospite alla partita. C’è molta stima, certe nostre idee e strategia che sono ispirate alle sue. Sono qui a Napoli per un progetto ambizioso e polisportivo che stiamo cercando di portare avanti. Il pezzo legato al calcio è oro nella nostra visione, in un modo o nell’altro nel giro di qualche anno ci arriveremo. Sia tramite la SSC Napoli , ribadendo anche il mio impegno a Campobasso, la strategia calcistica fa parte dei piani. Dipende se con De Laurentiis o se con altre strade”
“È sempre un piacere essere qui. Stamattina abbiamo visitato l’ospedale Santobono. Stiamo lavorando intensamente ai nostri obiettivi, tra squadra femminile, palazzetto e Europa. Stamattina però ho capito la vera importanza della vita, che è fragile e imprevedibile. Ho visto ragazzi che soffrono e che hanno problemi e che portano con loro la vera esperienza della vita. Un saluto alle loro famiglie e chi li sostiene.
Progetto? Siamo ad un buon punto. Stiamo cercando di portare avanti un progetto ambizioso e serio senza strafare. Vedere il nome Napoli Basketball all’apice d’Europa per me è stata un’emozione. Qui mi sento a casa e sono qui per dare il massimo senza promettere nulla. In 15 mesi abbiamo dimostrato di essere un gruppo serio ma i risultati sono imprevedibili. Il mio impegno è di mettere la squadra in condizione di rendere al meglio. Chiedo solo l’unità tra tutti noi, e finora l’ho trovata. Sto cercando anche di gestire meglio le dinamiche comunicative, è una piazza esigente in modo positivo”
Benvenuti alla diretta testuale di IamNaples.it del presidente del Napoli Basketball Matt Rizzetta. A poche ore dal match di Eurocup tra Napoli e Tofas, il patron azzurro parla alla stampa.
