
I consiglieri comunali di opposizione a Salerno Franco Massimo Lanocita, Rino Avella, Giso Amendola e Claudio Russolillo hanno protocollato una interrogazione a risposta scritta al sindaco Vincenzo De Luca e all’assessore all’Ambiente Massimiliano Natella avente ad oggetto l’impianto di compostaggio.
PREMESSO
– che il Comune di Salerno è proprietario di un impianto per lo smaltimento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani in viale Andrea De Luca (zona industriale);
– che tale impianto, inaugurato nel 2011 e realizzato con un finanziamento europeo di 25 milioni di euro, era destinato alla produzione di compost e di energia elettrica;
– che nel 2016, a seguito della rescissione contrattuale con l’impresa che lo aveva realizzato e gestito, l’impianto fu affidato alla società partecipata Salerno Pulita;
– che l’impianto versava in cattive condizioni, produceva solo compost e che lo smaltimento del digestato non più avviato alla produzione di energia comportava costi elevati di smaltimento in impianti di depurazione;
– che Salerno Pulita, con risorse acquisite in autofinanziamento con l’accensione di un mutuo e ricorrendo agli strumenti della finanza agevolata, per complessivi 3 milioni e 700 mila euro, procedeva ad effettuare lavori di riammodernamento dell’impianto per migliorare la qualità del compost e ripristinare la produzione di energia elettrica;
– che l’impianto rinnovato entrò in funzione a fine gennaio 2024,
– che il 23 dicembre dello stesso anno fu interessato da un incendio che ha determinato il blocco delle attività e che da quella data la Forsu raccolta da Salerno Pulita viene conferita ad altre società che provvedono a portarla in impianti fuori regione;
– che il 30 settembre del 2022 il Ministero della transizione ecologica approvò il progetto presentato da Salerno Pulita per accedere ai fondi del PNRR per la produzione di biometano per autotrazione dalla frazione organica dei rifiuti, ma che tale progetto, del valore di 16 milioni, non fu finanziato per esaurimento dei fondi.
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SI CHIEDE CONOSCERE
– se le procedure di accertamento delle cause dell’incendio sono state ultimate e con quale esito;
– se la compagnia di assicurazione ha provveduto o provvederà alla liquidazione dei danni;
– se la società partecipata Salerno Pulita Spa ha approntato un progetto di ripristino dell’impianto;
– se il Comune di Salerno e Salerno Pulita, riattivato l’impianto, intendano chiedere l’autorizzazione per trattare 40 mila tonnellate all’anno per consentire anche ad altri comuni di poter conferire e per incamerare risorse che potrebbero ridurre la Tari ai salernitani;
– se il Comune di Salerno intende avvalersi del progetto per la produzione di biometano per chiedere alla Regione Campania il relativo finanziamento.
