Corrado – del Sorbo
Con l’inno di Mameli e il simbolico taglio del nastro, è stato inaugurato il nuovo campo scuola di atletica leggera in via Duca d’Aosta, bagnato dalla pioggia che nel pomeriggio è caduta sulla città. L’ex campo Coni, così noto ai più, è stato intitolato a Giovanni Caruso, compianto atleta, dirigente federale e presidente della Libertas Benevento, con la delibera dell’8 luglio adottata all’unanimità dal Consiglio provinciale su richiesta formale del presidente Nino Lombardi e del delegato provinciale del Coni, Mario Collarile.
“Un uomo che ha dedicato tutta la sua vita allo sport: con questa inaugurazione, da oggi ancora di più, è nella storia del Sannio” le parole di Collarile durante la cerimonia di scoprimento della targa. “Giovanni Caruso è stato il pioniere dell’atletica nella nostra città” ha affermato Lombardi. “Oggi restituiamo questa struttura accogliente a un rione in crescita e vogliamo che venga sfruttata appieno dalle associazioni affinché diventi un presidio di aggregazione, sportivo e culturale”. E sul fronte della gestione e della manutenzione dell’impianto, Lombardi ha annunciato un avviso pubblico ad hoc destinato alle associazioni. Apprezzamenti al lavoro portato avanti insieme all’Ente provinciale, sono stati espressi dal sindaco Clemente Mastella, presente con il figlio Pellegrino candidato alle elezioni Regionali. “La struttura accoglierà i giovani, ma anche gli anziani come me che potranno venire qui a camminare. Tra non molto – ha aggiunto – apriremo anche il palazzetto dello sport nei pressi della Pascoli”.
I lavori, avviati nel novembre 2023, sono consistiti nella ristrutturazione edilizia della struttura, principalmente con il rifacimento della pavimentazione della pista, dell’impianto di illuminazione e della riduzione dei consumi energetici. Le opere sono state finanziate dal Dipartimento per lo Sport nel 2022, tramite il Bando “Sport e Periferie”, con impegno di spesa della Provincia per l’importo complessivo di un milione di euro. “E’ un riconoscimento che ci emoziona” ha detto Rossella Caruso, figlia del professore Giovanni Caruso. “Questa struttura per tanti anni è andata avanti grazie alla sua tenacia: ringraziamo la Provincia per averla intitolata a lui e aver espresso il desiderio di tutta la comunità. La sua – ha infine ricordato la figlia – era una missione. Lo ha sempre fatto per i giovani, senza alcun fine di lucro. Addirittura, soltanto dopo la sua scomparsa, ho saputo che è stato vicino a tanti ragazzi anche da un punto di vista economico”.




