José Mourinho è pronto a vivere una seconda avventura sulla panchina del Real Madrid. Il tecnico portoghese, che aveva già guidato i Blancos dal 2010 al 2013, è tornato ufficialmente alla guida del club nell’estate 2026 con un contratto fino a giugno 2029. Il suo compito sarà quello di riportare il Real Madrid ai vertici dopo due stagioni senza trofei importanti e, soprattutto, di confrontarsi nuovamente con una Liga nella quale il Barcellona parte da campione in carica.
Il ritorno dello “Special One” non basta però ad assicurare successi ai Blancos. Il Barcellona rimane come sempre l’avversario più temibile e secondo le quote sulla Liga e stando alle previsioni degli addetti ai lavori dovrebbe dare filo da torcere alle merengues anche in questa stagione. Mourinho, però, non è certamente il primo tecnico a tornare al Santiago Bernabéu. La storia del Real Madrid è infatti ricca di allenatori che hanno vissuto più di un’esperienza sulla panchina del club. Alcuni sono riusciti a trasformare il secondo capitolo in un trionfo, altri hanno avuto meno fortuna.
Ancelotti, Zidane e Capello
Il precedente più prestigioso è quello di Carlo Ancelotti, arrivato a Madrid nel 2013 e tornato nel 2021. Il primo ciclo si chiuse con la Décima e altri trofei, mentre il secondo fu ancora più straordinario: Liga e Champions nel 2022, quindi una nuova doppietta Liga-Champions nel 2024. Nel dicembre dello stesso anno Ancelotti conquistò il suo 15° trofeo con il Real, diventando il tecnico più vincente nella storia del club.
Anche Zinedine Zidane ha avuto due esperienze, dal 2016 al 2018 e dal 2019 al 2021. Il primo ciclo è entrato nella storia grazie a tre Champions League consecutive, mentre il secondo portò soprattutto la Liga 2019/20. L’ex stella della Francia è peraltro diventato da poco il commissario tecnico dei Bleus. Due ritorni ha vissuto anche Fabio Capello, che in entrambe le occasioni riuscì a conquistare il campionato spagnolo: nel 1996/97 e nel 2006/07. Un risultato particolarmente significativo, considerando che in entrambi i casi il tecnico italiano lasciò poi il posto nonostante il successo.
Toshack e Del Bosque
Tra i tecnici tornati a Madrid c’è anche John Toshack, protagonista di due periodi distinti. Il primo, iniziato nel 1989, coincise con una Liga da record per il Real, capace di segnare 107 gol. Il secondo, nel 1999, fu invece molto più travagliato e terminò con l’esonero.
Più particolare il percorso di Vicente del Bosque, che ebbe tre distinti incarichi: i primi due furono brevi periodi ad interim, nel 1994 e nel 1996, mentre il terzo, dal 1999 al 2003, diventò una delle gestioni più vincenti dell’epoca moderna. Con lui il Real conquistò due Champions League e due campionati spagnoli, oltre ad altri trofei.
Due esperienze anche per Leo Beenhakker, protagonista di tre Liga consecutive tra il 1986 e il 1989 prima di tornare nel 1992. Il secondo capitolo fu invece molto più amaro e si concluse dopo la Liga persa all’ultima giornata contro il Tenerife.
Molowny, Muñoz e gli altri
Il record di ritorni appartiene a Luis Molowny, richiamato sulla panchina del Real Madrid addirittura quattro volte. Il tecnico fu una sorta di “pompiere” del club, capace di intervenire nei momenti di crisi e conquistare trofei importanti, tra cui tre campionati, due Coppe del Re e due Coppe UEFA. Con otto trofei complessivi, resta tra gli allenatori più vincenti della storia madridista. Due periodi anche per Miguel Muñoz, sebbene il primo, nel 1959, fosse soltanto temporaneo. Il secondo iniziò nel 1960 e durò fino al 1974, per quella che rimane la più lunga gestione nella storia del Real. Muñoz conquistò 14 trofei, tra cui nove campionati spagnoli e due Coppe dei Campioni, prima di essere superato proprio da Ancelotti nel 2024.
Nella lista dei tecnici tornati a Madrid figurano inoltre Alfredo Di Stéfano, Luis Carniglia, Baltasar Albéniz, Jacinto Quincoces e José Antonio Camacho, tutti protagonisti di almeno due esperienze sulla panchina del Real. Il Mourinho-bis si inserisce quindi in una tradizione molto più ampia: tornare a guidare il Real Madrid è già accaduto molte volte, ma trasformare un secondo capitolo in una nuova epoca vincente è un’impresa riservata a pochi.

