VALLO LAURO- Arriva la misura cautelare anche dal Gip del Tribunale di Napoli per i quattro imdagati nell”ambito di un procedimento della Dda e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino su una serie di estorsioni. Dopo la convalida del fermo e la misura emessa dal Gip del Tribunale di Avellino, che aveva dichiarato la sua incompetenza per territorio, arriva la misura cautelare da parte del Gip napoletano. Quella a cui hanno dato esecuzione questa mattina i Carabinieri. L’ordinanza a carico dei quattro indagati (tre destinatari di custodia cautelare in carcere, uno agli arresti domiciliari) ritenuti
gravemente indiziat idi più estorsioni, tentate e consumate, commesse ai danni di operatori economici operanti nel Vallo di Lauro, delitti aggravati dal metodo mafioso e dall’aver agevolato l’associazione
camorristica denominata clan Graziano, storicamente operante in quei territori.
In una nota firmata dal Procuratore Aggiunto della Dda di Napoli Michele Del Prete, si legge che : “Il provvedimento emesso dal Gip. ba confermato l’impianto accusatorio–relativamente ai delitti di estorsione- ricostruito nel provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso da questa Direzione Distrettuale Antimafia il 30 settembre scorso ed eseguito il 2 ottobre 2026, già in parte valutato. positivamente (in relazione alla gravità indiziaria) dal G.I.P.del Tribunale di Avellino con l’adozione di propria ordinanza cautelare il 3 ottobre 2026. Le indagini, coordinate da questa Procura e svolte dai Carabinieri della Compagnia di Baiano sulla
base di intercettazioni, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, acquisizione e analisi di filmati di videosorveglianza, riconoscimenti fotografici e acquisizione di sommarie informazioni, prendono in considerazione diversi episo di estorsione e tentata estorsione a đanni di imprenditori
affidatari di lavori pubblici nel territorio del Vallo di Lauro, verificatisi nel periodo compreso tra.febbraio settembre 2026. Le richieste estorsive sarebbero consistite nella richiesta di enaro.calcolata in percentuale al valore degli appalti o somme di denaro da versare, con cadenza periodica,.a titolo di “regalo” cd. “‘messa a posto”, il quadro probatorio portato all esame del G.I.P del Tribunale di Napoli
e’ stato aggiornato con gli elementi relativi a un ulteriore tentativo di estorsione
compiuto ai danni di imprenditori affidatari di un rilevante appalto pubblico di lavori in Lauro .che.alla stregua delle altre vittime – sarebbero stati reiteratamente minacciati dagli indagati (agenti a nome del clan Graziano) di versare denaro per non incorrere in violente ritorsioni ed
essere costrette a rinunciare ai lavori.
Dalle integrazioni investigative è stato possibile accertare che una delle estorsioni ai danni degli imprenditori presi di mira, originariamente contestata in forma ‘tentata’ si era in realtà consumata con la consegna ad uno degli indagati della somma di 1000 euro quale ‘regalo’ per i lavori svolti sul territorio”. Per Fiore e Rodolfo Graziano la misura e’ stata notificata in carcere, dove si trovavano giả detenuti; ad Eugenio Russo, gia ai domiciliari, il provvedimento è stato notificato presso la propria abitazione, essendo giả sottoposto agli arresti domiciliari. Il quarto indagato, Nicola Dello Russo,. che nelle more era stato scarcerato per effetto di un provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli, è stato invece tradotto in carcere dalla libertà.

